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Nell'ambito del progetto "Filobus -
percorsi nell'Arte contemporanea", organizzato da CAMS - Centro Arte Musica e
Spettacolo dell'Università degli Studi della Calabria di Rende (CS), nonché dal Centro
Residenziale, a cura di Vittorio Cappelli, sarà inaugurata, lunedì 1 dicembre alle ore
18.00, la mostra Geo-grafie di Salvatore Pepe; artista, nonchè Direttore artistico del
"Museo civico" di Praja a Mare (CS).
La mostra che si concluderà il 9 dicembre 2003 sarà presentata dal critico, Paolo Aita
il quale ha previsto un "viaggio tra i più recenti lavori di Pepe, permettendoci
così, di conoscere bene le tappe più significative dell'artista calabrese, formatosi
negli anni '80, negli ambienti della nuova generazione artistica romana.
Un percorso quello di Pepe iniziato con un cromatismo materico, dominato dal nero e
dall'utilizzo di materiali extrapittorici.
Successivamente l'artista é passato ad una fase di analisi geometrica rigorosissima dello
spazio, giungendo alla fine degli anni '90 ad una pittura monocroma su cui egli
sovrapporrà opache superfici plastiche.
Contemporaneamente Pepe si occupa di tematiche del "silenzio" e
dell'"assenza", realizza a tal scopo installazioni multimediali.
Negli ultimi anni si dedica alla realizzazione di un ciclo di tele denominate "Spazio
temporaneo"e sono proprio queste che troveremo esposte al CAMS.
Emerge in queste sue ultime opere, una ricerca basata sulla soluzione di temi
dell'alfabeto geometrico minimale e di problemi cromatici.
Qui vi é alternanza ritmica fra "versi" lineari verticali e/o orizzontali.
Piani neri, ben definiti da un cromatismo omogeneo, che odora d'asfalto, si alternano a
fasce o a linee colorate che definiscono nuovi spazi e nuovi paesaggi, che sanno di terra,
di erba riscaldate a volte dal sole; da qui, il titolo della Vernice: Geo- grafie.
Sembra però, che quei colori e quelle fasce irrompano solo per un attimo sulla superfice
della tela nera, poi da essa stessa pare ne siano definitivamente risucchiati.
Le "geo-grafie di Pepe occupano spazi metafisici cui attribuire valori assoluti e in
ciò la sua pittura sembra citare sia pure in termini minimalistici, l'universo geometrico
astratto di Mondrian, in cui ogni spazio, come sappiamo, assume appunto, un valore
universale.
Quale esso sia, lo stabilirà l'artista, con la complicità dell'osservatore.
Nei dipinti di Pepe si incontrano aree dentro alle quali bisognerà inoltrarsi; solo
così, potrà avvertirsi quella sensazione poetica del "dolce naufragar".
C'é, io credo, questa volontà in Pepe, ovvero di rendere perfettamente visibile la forma
stessa del pensiero, lasciarla risiedere, renderla percettibile appunto, dentro alle forme
geometriche primarie, dentro la loro stessa semplicità oggettiva.
http://www.cosenzainrete.it
Presso:C.A.M.S.
Centro Arti Musica e Spetacolo
Università degli Studi della Calabria
Edificio Polifunzionale, 87034 Arcavacata di Rende (CS)
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