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L’età del Blog

di Amneris Di Cesare

 
  Nell’Aprile 2003 si svolgeva a Milano la prima Blog Age, incontro/simposio sui “blog” contrazione gergale di “web-logs”, diario on line e vero e proprio fenomeno mediatico che già all’epoca iniziava ad essere monitorato e studiato, ma che a distanza di un anno, in seguito ad una letterale esplosione esponenziale, è oggetto di studi sociologici, tema per tesi di laurea in facoltà universitarie di varie discipline e addirittura vero e proprio corso universitario presso la Facoltà del DAMS di Bologna, che ne studia le cause e gli effetti. (cfr. PierLuigi Tolardo, Corso Universitario sui Blog, Infocity ).
Un anno è passato, e i blog son già cambiati. Se alla Blog Age del 2003 il quesito imperante era “Bloggers vs Giornalisti”, e quindi se un blogger che usasse la rete e i diari online per fare informazione indipendente potesse considerarsi un professionista dell’informazione a tutti gli effetti, con polemiche che hanno acceso dibattiti su carta stampata e non, per svariati mesi, già a Febbraio 2004 a Napoli, in occasione di Galassia Gutemberg, scrittori affermati, editor di case editrici e bloggers tra i più popolari nella rete si riunivano per tentare di definire un’identità comune dei Blog, essendo il blogger ormai diventato figura consolidata e abituale nel mondo internettiano, con la presenza di oltre 50.000 blog sulla rete in svariate piattaforme.
Dapprima timidamente e senza troppe convinzioni, salvo poi rimanere imbrigliati catturati dal fascino comunicativo che questo mezzo esercita su chiunque vi si cimenti e ne comprenda il meccanismo segreto che lo compone, sono “scesi in campo” sui blog gli scrittori. Più o meno famosi, più o meno affermati, hanno lentamente ma inesorabilmente iniziato ad esprimersi ad esercitare la loro capacità dialettica rendendo il foglio elettronico sempre più strumento per leggere e farsi leggere, permettendo di confrontare e confrontarsi nei vari stili e contenuti, mostrando tra le altre cose, talenti e capacità creative estremamente interessanti.
Parallelamente, proprio recependo la potenzialità comunicativa e il veicolare veloce e libero delle informazioni e delle opinioni, alcuni istituti scolastici, attraverso l’inventiva e la visione innovativa delle proprie insegnanti, iniziavano ad utilizzare il blog come mezzo per sensibilizzare e appassionare i propri studenti a determinate materie, permettendo attraverso la ricerca e la rielaborazione delle nozioni ottenute, di esprimere concetti e contenuti mediante la scrittura immediata sulla rete. L’interazione attraverso il sistema dei commenti permette poi una possibilità di confronto e di riflessione continuo che ai fini didattici è impareggiabile.
Artisti grafici, pittori quotati e in cerca di quotazione, cantanti e persino attori hanno nel frattempo aperto il loro diario online, anche se in forma più discreta e magari ancora incerti sulla bontà del mezzo, ma che inequivocabilmente si è dimostrato un modo più immediato per farsi conoscere anche da un’angolazione intima e personale. E ultimamente, anche se ancora in forma molto ristretta e timida, alti professionisti stanno approdando sui web-logs, permettendo ad un più grande e vasto sistema di comunicazione e divulgazione delle arti e dei mestieri di essere rappresentati sulla rete. Il mostrare la propria competenza e abilità in modo diretto e concreto, senza la ridondanza di uno slogan pubblicitario sul quale un pubblico più attento potrebbe porre il proprio veto di diffidenza, sicuramente potrebbe farne risaltare l’affidabilità e l’autenticità del messaggio.
Un anno solo è trascorso, e la Rete appare già profondamente mutata. Un cambiamento progressivo, velocissimo e inesorabile che giustamente viene osservato e monitorato. Il segno di questi nostri tempi, così apparentemente di facile lettura, che invece si mostrano nella loro totale e assoluta misteriosità. Un intrigante stimolo a seguire l’onda che trasporta la tecnologia e l’innovazione verso traguardi ancora sconosciuti, ma che attraverso promessa di nuovo e di futuro, sicuramente porteranno questo nostro tempo di incertezza verso nuove forme di comunicazione e comprensione.
 
 
 
 
 

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