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Mi preoccupano le torture vere

di Claudio Giusti

 
 

Non mi preoccupano le foto false. Mi preoccupano le torture vere.
Mi inquieto nel vedere gli inglesi occuparsi di quello che scrivono i loro giornali e non di quello che combinano i loro soldati e i loro governanti. I terroristi, islamici o cattolici che siano, mi spaventano, ma ancor più mi sgomenta la tranquillità con cui soldati “democratici” si possono trasformare in torturatori. Irritante è lo starnazzare degli americanisti da quattro soldi: quelli che strillano che le democrazie individuano le mele marce e le puniscono, quelli che credono che gli iracheni debbano essere orgogliosi di essere torturati a morte da qualche depravato, quelli che credono che una testa mozzata pareggi tutto, quelli che non leggono i rapporti dello Human Rights Watch e di Amnesty International.
Questa storia poi delle mele marce è una balla colossale. In realtà non ci sono mele marce. Ci sono organizzazioni marce. Ancor più grande è la balla delle punizioni. In Israele nessuno ha pagato per torture e uccisioni. La Francia non ha ancora fatto i conti con la tortura in Algeria e la Gran Bretagna con quella in Irlanda del nord. Noi italiani, nel nostro piccolo, non li abbiamo fatti con Bolzaneto. Nelle normali carceri americane la tortura è endemica e nelle carceri in Iraq, Afganistan e a Guantanamo è programmata al più alto livello. La tanto citata strage di Mi Lay fu preceduta da stragi accuratamente nascoste (lo sappiamo solo ora grazie al Toledo Blade) e la famosa punizione, per centinaia di civili inermi torturati, stuprati e assassinati, si ridusse a tre giorni di carcere per il solo Ten, Calley. In Iraq si vuol far sparire la faccenda il più velocemente possibile e persino le tre scimmiette che ci governano si dovrebbero preoccupare dell’incredibile velocità con cui si sono approntati i processi ai torturatori.
L’unica cosa positiva in tutta questa spaventosa faccenda è la rivincita dei diritti umani. Dati per morti sono in realtà più vivi che mai, anche se l’opinione pubblica mondiale si è svegliata solo dopo la pubblicazione delle fotografie.

Claudio Giusti
Comitato 3 luglio 1849

 
 
 
 
 

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