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Carceri nelle Marche:

sovraffollamento e disinteresse

Marcello Pesarini

Presidente Osservatorio Permanente

sulle Carceri di Ancona

 

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Continua, anche in Italia, l’emergenza carcere e l’indifferenza nei suoi confronti. Dopo una fiammata che quest’inverno aveva riportato con la discussione parlamentare sull’indulto un po’ d’interesse attorno a quella che è giustamente chiamata la "pattumiera sociale", i problemi sono rimasti, aggravati dalla mancata approvazione del provvedimento.

Attorno e dentro alle carceri si muovono attualmente associazioni di volontariato, osservatorii, parrocchie e le circoscrizioni comunali e gli assessorati più avveduti.

Per presentare la sua attività nelle Marche "Antigone" ha partecipato ad un’affollata assemblea sul tema "DIRITTI UMANI IN CARCERE" con studenti, operatori, direttori di carcere e politici, il 20.5. L’assemblea è stata la prima uscita pubblica dell’Osservatorio Permanente sulle Carceri, associazione marchigiana. Il 21 Antigone ha tenuto una conferenza stampa , sempre a Pesaro, con Stefano Danti e Marcello Pesarini, che visiteranno le carceri marchigiane per Antigone. Il relatore, Mauro Palma, membro italiano del Comitato Europeo per la Prevenzione della Tortura, ha fornito i dati dell’affollamento nelle 6 carceri marchigiane, 858 detenuti(19 femmine 839 maschi) a fronte di 725 regolamentari e 1032 tollerabili. Spiegando i numeri ha detto che la tollerabilità è un termine che le autorità hanno già alzato varie volte, tant’è vero che i 57.000 presenti in Italia sono considerati tollerabili ora che il limite è stato elevato a 60.000. Il concetto stesso di tortura riguarda l’esiguo spazio che si concede ad ogni detenuto, curando poco la composizione linguistica o etnica delle celle. Non riteniamo, ha detto Marcello Pesarini, responsabile regionale dello Stato Sociale del PRC, che l’attuale linea del governo italiano di vendere le carceri nei centri storici per costruirle fuori, possa portare altro che affari per le ditte che costruiscono ed isolamento dalla popolazione.

La conoscenza della composizione del popolo carcerato , ha detto Stefano Danti della Conferenza Regionale Volontariato Giustizia, può aiutare a capire che questo è uno spezzone della società diseredata, che si vuol rendere marginale. Un 30% di extracomunitari, altrettanto di tossicodipendenti, degli italiani il 38% non ha completato la scuola dell’obbligo e circa un quarto aveva una situazione lavorativa normale. Scarsa la formazione professionale, a questo punto ottimo deterrente contro un mancato reinserimento nella società.

Ricade sulle carceri la stretta sanitaria voluta dai governi ; il passaggio dei servizi sanitari dall’amministrazione penitenziaria alla ASL, deciso con la legge 230 del 1999, non è mai stato portato a termine, ed i primi a risentirne sono i soggetti deboli ,tossicodipendenti e malati di AIDS, che solo da poco ed in parte sono seguiti adeguatamente. Una iniziativa di incontro del quartiere con il carcere è stata avviata da poco a Pesaro, grazie alla circoscrizione delle Tre Ville, all’assessore alle politiche sociali Marco Savelli ed al direttore del carcere Dott.Maturo.

Mentre Antigone inizierà le sue visite partendo dal carcere di Fermo il 7.06.03, trenta volontari dell’Osservatorio permanente sulle carceri daranno vita a 6 punti d’incontro nelle carceri marchigiane con un progetto rivolto ai detenuti sulla sanità, sottoponendo loro un questionario preparato dal Gruppo Abele e già sperimentato a Padova. Il lavoro mira a coinvolgere il personale penitenziario, a tutti i livelli, per giungere a delle proposte da sottoporre alle autorità.

 

(Fonte AceA)

 

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