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La musica è di tutti?

Considerazioni tra pirateria, Internet e diritto d’autore.

di Luca Dal Pozzo

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Le opere di ingegno vanno tutelate a difesa del legittimo creatore che, spesso, proprio da esse trae il proprio sostentamento.

Non credo che qualcuno accetterebbe di buon grado di vedere una propria creazione "copiata" e poi diffusa senza poter in alcun modo intervenire e senza che chi di dovere tenti in qualche modo di regolare i rapporti tra gli autori ed i fruitori ancor più quando ne derivi un guadagno illecito a beneficio di terzi.

La S.I.A.E., l’organo preposto alla tutela del diritto d’autore, ha, con scarso successo, cercato di porre rimedio a questa situazione effettuando, tra l’altro, alcuni "illeciti" come per esempio imporre una tassa sui supporti registrabili (cd, musicassette,ecc.) per recuperare, almeno in parte, gli introiti non percepiti a causa della "pirateria" imperante oggi più che mai.

A questo punto occorre fare un distinguo tra chi effettua copie non autorizzate per uso personale e chi, invece, le utilizza per un proprio mercato clandestino a scopo di lucro. Eliminando (non fisicamente…) i secondi, poiché appare sfacciatamente scorretta e illegale la loro attività, mi preme puntualizzare sui primi, persone che rubano (senza le virgolette) musica, video, o copiano software per un uso personale e senza scopo di lucro se non un risparmio che in termini economici si attesta in diverse migliaia di Euro (basti pensare che un programma come Photoshop, che si riesce a trovare in rete con anche i codici per poterlo utilizzare, costa diverse centinaia di euro, oppure i giochi per computer che si attestano sui 50 euro l’uno).

Ma è sulla musica che volevo soffermarmi, in questa breve dissertazione, sull’uso delle copie non autorizzate, che gli utenti si scambiano tra loro, sull’utilizzo di quei programmi che servono a copiare, dai computer collegati in rete, migliaia di brani, per lo più in formato MP3, e che hanno contribuito alla attuale crisi del mercato discografico.

Molto spesso ho sentito amici "appassionatamente" affermare, convinti, che la musica sia di tutti e che la copia "pirata" non sia altro che l’appropriazione di ciò che dovrebbe essere liberalizzato e senza "vincoli" economici così alti come sono i costi raggiunti oggi dai prodotti musicali su CD. Fermo restando che i CD musicali hanno senza dubbio raggiunto costi un po'’ elevati, forse proprio in ragione della dilagante pirateria, sono convinto che sempre di furto si tratti e che l’autore dell’opera musicale sia la vittima (non la S.I.A.E. che pure "campa" degli stessi proventi) che sarà costretta ad effettuare più concerti dal vivo per recuperare i mancati introiti (e questo non mi dispiace molto,ad essere sincero).

Ma con questo dove voglio arrivare..!?!( come direbbe l’assessore Cangini)

Fino a quando qualcuno potrà rubare senza rischiare nulla e nella più totale tranquillità del non doverne poi pagare le conseguenze, lo farà! Continuerà a farlo! L’unico rimorso potrebbe rivelarsi quando l’opera copiata è quella del proprio cantante o musicista preferito, allora un vago senso di colpa potrebbe arrivare all’anticamera del cervello senza, però, mai entrare nella stanza principale.

Nel tempo, pian piano, si definiranno altre soluzioni, non di forza, ma probabilmente di marketing, si delineeranno nuove strade per la salvaguardia del diritto d’autore e, probabilmente, nel frattempo, questi ultimi non moriranno di fame, con buon auspicio dei "pirati" musicali….. che sempre ladri rimangono!!!

Ducal@libero.it


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