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La musica per tutti. di Dino Silvestroni |
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Oggi vediamo una continua diffusione della pirateria musicale. A rischio di sembrare elementare nella esposizione, affermo che la pirateria vive perché l'asfittica industria del disco le fornisce l'ossigeno per vivere. Gli alti costi del prodotto musicale, che solo in minima parte vanno all'autore, hanno creato il mercato clandestino. Non dobbiamo dimenticare che i sistemi di riproduzione sono alla portata di tutti, come pure il prodotto musicale. Anzi, lo stesso sviluppo industriale sta abbandonando la mercanzia discografica, in favore della riproducibilità tecnica del suono, cellulari compresi. Ecco che organizzazioni come la SIAE, importanti nella loro funzione storica, oggi difendono i propri profitti e non l'autore. Dobbiamo sempre più essere convinti che la possibilità di "scaricare" musica diventa l'unico orecchio per ascoltare. L'ascolto ha cambiato modalità, é diventato complesso nella sua organizzazione, semplificato nei modi. In questa complessità organizzativa, la pirateria pone il suo prodotto, sempre e comunque troppo costoso, perché si avvale dei bassi costi delle "macchine", per riprodurre, mentre l'industria discografica vuole porre il proprio monopolio senza investimenti: raccogliere senza seminare, magari con l'aiuto del Festival di Sanremo. In questa schizofrenia del prodotto industriale perché coinvolgere consumatore e autore? L'autore può continuare a trovare sostentamento in un controllo preciso del suo prodotto, non certo più nella sua singolarità, ma nella sua totalità. Il consumatore che "scarica" per il proprio consumo o per una ristretta cerchia di amici, non ha la stessa valenza economica di una TV privata che non paga, invece, i diritti d'autore. Se controllo ci deve essere, esso deve essere indirizzato nell'uso commerciale del diritto d'autore. Inoltre per l'artista esiste sempre la possibilità del concerto dal vivo. Concerti che stanno riprendendo quota nei molti e rinnovati luoghi di incontro sociale: bar, pub, ristoranti. In Italia abbiamo un esempio bellissimo di artisti che hanno creato la loro fortuna lavorando giornalmente: i Nomadi. Complesso di musicisti al di fuori di ogni prospettiva discografica e televisiva, per decenni con i loro concerti dal vivo, hanno suonato la loro musica e praticato l'autodistribuzione dei propri dischi, ed hanno realizzato concerti e canzoni sempre più belle. Noi stiamo con loro, non con la pirateria musicale. |
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