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Olocausto

di Lidia Pizzo

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Titoli enormi, parole sprecate, immagini sprecate, confronti sprecati, meeting sprecati.

Mi sfugge il senso e il battage.

Rintraccio in studi, ormai desueti: òlos: tutto intero, kaio: brucio. Poi, sul dizionario: "Sacrificio supremo, nell’ambito di una dedizione totale a motivi sacri o superiori".

Esige il sacrificio supremo ubbidienza. Esige il sacrificio supremo la libertà dell’ubbidienza, dell’ascolto. Ascolto della chiamata, della responsabilità della risposta alla chiamata.

In cerchio chiamare, ubbidire, rispondere.

In cerchio generali e soldati, giudicanti e giudicati, vili ed eroi, islamici ed ebrei, atei e credenti, pazienti e spazientiti, lupi ed agnelli, sazi ed affamati…….

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Giusto Sucato  http://www.arteutile.net/

Che sia circolare l’inganno?

Su Cristo il cerchio si chiude. Su Abramo si apre, su Isacco si chiude. Cristo olocausto. Isacco olocausto.

Abramo ubbidisce, ascolta la chiamata, risponde con lama affilata, affonda il coltello.

Si blocca il pensiero fugace sui secoli in balenio.

 

Io donna un Isacco, lanciata per caso nella storia, ho subito l’affondo, io vecchia ho subito l’affondo, io strega ho subito l’affondo, io dal burqua incielato ho subito l’affondo, io moglie fedele ho subito l’affondo, io madre esemplare ho subito l’affondo, io vinta ho subito l’affondo con tutti i vinti del mondo, cui il mondo non lancia uno sguardo.

Tu Abramo pronto a colpire, ad ubbidire, a sognare, ad irridere e deridere ogni Vania dal pensiero confuso.

Difese la sua dacia in un campo di betulle…… inutilmente nel 1937

Poi, decapitati gli idoli e riconfezionati i fantasmi, mutò il mondo di Vania.

Due pozze azzurre gli occhi pieni di stupore, perché, ora, è stato inchiodato alla gogna il vecchio dizionario delle moralità. Rintracciò le pendenze col passato ed allora fulminei i riciclaggi.

E Vania, tutti i Vania del mondo, sfiancato dal diluvio di riverberi, si assopì sugli idoli decapitati.

Tu Abramo, in altri tempi, in altri luoghi, in altri modi, con altri idoli, pronto ad ubbidire, a sognare, ad irridere e deridere, Fatima e Mustafà, Gorge e Mary, Giovanni e Carmela, Giacobbe e Sarah, Franz ed Ingrid…., affondi il coltello in risposta responsabile alla chiamata.

Ma tu Abramo pronto ad ubbidire, sognare, irridere, deridere, apri talvolta il dizionario delle verità?

Unto da Dio, insieme con l’artista, il poeta, il generale, il giudicante, il prode, il credente, il guerriero……. fai la storia, in assoluta certezza di libera ubbidienza.

Tu sei la storia. Il cielo è la storia. Il fiore calpestato da piede incurante è la storia. Il bimbo violentato da mani incallite, da menti perverse, è la storia. Gli occhi di tanti affamati del mondo, i ventri gonfi, le teste enormi su busti striminziti sono la storia. Chi salta sulla mina lì piazzata dall’Abramo di turno è la storia. Eterno olocausto. La fatica, la corsa, il perenne affannarsi di ognuno di noi, non sai perché, non sai per chi, non sai per che cosa, è la storia senza storia, nell’infinito dei mondi perduti e da perdere.

Anche l’Abramo, il piede incurante, la mente violenta, la mano incallita, è la storia.

Il destino di uomini e cose, mi chiedo, è eterno, perduto, olocausto?

La natura buona, generosa, bella accoglie e ristora l’affanno.

Sotto un albero siedo, guardo e mi guardo.

Vedo smarrita l’olocausto, l’eterno banchetto. Il bruco banchetta con l’erba, la gallina banchetta col bruco, il serpente col topo, il leone con la gazzella, la balena col salmone, la rondine col moscerino, e……..e………….la terra banchetta col bruco, la gallina, il leone, la gazzella, il serpente, il salmone, il moscerino. E il signore del mondo, i signori del mondo, banchettano con tutto e con tutti, sedendosi ora con Isacco, ora con Abramo, in cerchio stabilito o da stabilirsi.

In questo marasma di Isacchi ed Abrami, di banchetti in rumorosa compagnia, cerco un ruolo, una regola, un modo, un tempo, un luogo, una possibilità, una libertà, una sola libertà, e cerco e poi cerco…e poi… chiudo gli occhi incurante, tappo le orecchie distratta, blocco il mio dire, un profondo respiro e mi associo al banchetto, in attesa che qualcuno banchetti con me in glorioso OLO-CAUSTO.

 

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