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Deportati e uccisi |
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Detenuti a Milano, padre e figlio trascorsero un paio di mesi tra privazioni e soprusi per poi venire deportati ad Auschwitz, dove giunsero l11 dicembre 1943. È probabile che il padre Armando sia stato ucciso immediatamente perché già sessantenne mentre Roberto concluse il suo martirio in una data imprecisata del 1944. "Lo scopo della manifestazione che abbiamo organizzato per il 27 gennaio, ha precisato Gaudenzi, è di invitare a riflettere sulle persecuzioni e sullo sterminio del popolo ebraico, sensibilizzare gli scolari su quegli avvenimenti storici che hanno prodotto genocidi attraverso regimi totalitari. Durante la giornata verranno lette dagli alunni le lettere che la madre di Roberto scrisse nel 1945-46 a quanti potevano avere incontrato suo figlio è la lettera che Roberto Bachi scrisse al Compagno di scuola ravennate Silvano Rosetti, in ospedale a seguito di un intervento chirurgico. Inoltre, gli alunni del liceo Classico, alle 15, parleranno di razzismo e delle circolari del ministero dellEducazione nazionale che portarono allepurazione di Bachi dalle scuole dello Stato. Grazie alla preziosa collaborazione dellIstituto Storico della Resistenza e delletà contemporanea di Parma, presso il quale è stato istituito il Fondo Armando e Roberto Bachi, del rabbino di Ferrara Luciano Caro, che ha dato il suo rapporto per trovare un legame tra i vari avvenimenti, degli ex compagni di scuola che hanno trovato le vecchie fotografie e con il Patrocinio di Comune e provincia e della Facoltà di Conservazione dei Beni culturali, grazie al quale è nato il Comitato Bachi Roberto, i docenti e gli alunni affronteranno, il 27 gennaio, tematiche quali la memoria intesa come limportanza del non dimenticare, lidentità (chi era Bachi, chi sarebbe potuto diventare) e si cercherà di ricostruire la cultura del razzismo utilizzando ricerche darchivio e bibliografie". Il Comitato Bachi Roberto, allinterno del quale si è formato un comitato scientifico, svilupperà iniziative secondo la legge 211 del 20 luglio 2000 che invita a riflettere su quanti hanno subito la deportazione, la prigionia e la morte.
Inoltre il 27 gennaio del prossimo anno verrà presenta una pubblicazione contenente le riflessioni degli studenti sui fatti e i documento studiati. "Grazie ad una ricerca con Internet siamo riusciti a contattare anche la cugina di Roberto, Sandra Bachi residente a Torino, che si è dimostrata entusiasta di poter partecipare alla manifestazione e Giacomo Bassani, un parente residente a Verona, originario di Parma.
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