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Gli ebrei di Lugo

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La comunità di Lugo, che affonda le radici nel lontano1285 e che venne interamente sterminata durante le persecuzioni del 1943-44, ha costituito per oltre sei secoli la maggior presenza ebraica in Romagna. La via dei Giudei esiste tuttora: inizia dall’incrocio di via Croce Coperta con via Rivali S. Bartolomeo e corre parallela alla provinciale Cotignola. La forte presenza ebraica era dovuta al fatto che dal 1437 al 1598 Lugo fece parte del dominio estense, che tutelò la comunità la quale crebbe fino a costituire, con 600 membri, il 10 per cento della popolazione totale. Inoltre papa Clemente VIII aveva stabilito che solo tre città potessero essere abitate da ebrei: queste erano Ferrara, Cento e Lugo. Il ghetto venne eretto a Lugo nella strada di S. Agostino - Codalunga nel 1636, ma i primi ebrei poterono andarvi ad abitare solo nel 1639 perché dovettero attendere che gli abitanti di confessione cristiana si trasferissero altrove.

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Nel XVII secolo venne edificata in via Limite, ora via Garibaldi, la Sinagoga, distrutta durante un bombardamento nella Seconda guerra mondiale, dopo essere stata sequestrata nel 1943 insieme a tutti gli altri beni ebraici. Caso unico in Romagna è il cimitero ebraico, ancora funzionante. La biblioteca tuttora rappresenta una delle più preziose ed importanti della religione ebraica mondiale. Nell’ultimo conflitto mondiale persero la vita tutti i cittadini ebrei lughesi, tra cui Rambaldo Jacchia, che fondò i primi due campi di volo a Taliedo e Pordenone.

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