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Le leggi sulla razza |
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Nellagosto del 1938 viene dato il via al primo censimento razziale."Anche sotto il fasciamo, la condizione degli ebrei italiani non era stata particolarmente sfavorevole"- spiega Giuseppe Masetti, direttore dellIstituto storico per la resistenza di Alfonsine-. "Questo fino ad almeno il 1935-36 quando, in seguito alla partecipazione alla guerra di Spagna, i rapporti militari con la Germania hitleriana si fecero più stretti". La situazione comincia rapidamente a precipitare: la creazione dellAsse Roma-Berlino risale al 1 novembre 1936 ed il 28 aprile 1937 il generale Herman Goering visita ufficialmente Ravenna. La direzione generale per la demografia e la razza (la cosiddetta Demorazza) imposta le norme per il Censimento degli ebrei. Una norma successiva stabiliva che si dovevano considerare di razza italiana coloro che erano stati battezzati prima del 1 ottobre 1938. si crearono così dei casi paradossali: in una stessa famiglia di cinque persone, ad esempio, capitò che i due genitori e un figlio fossero considerati di razza ebraica, con tutti i divieti che ne conseguivano mentre gli altri due figli venivano considerati di razza italiana e quindi non solo potevano frequentare la scuola, ma erano anche obbligati al servizio militare. Un altro caso singolare è quello di una bambina battezzata due giorni prima della nascita.
Il 30 novembre 1943 la situazione si fece ancora più drammatica con lemanazione dellordinanza Buffarini che detta queste norme. "Tutti gli ebrei devono essere inviati in appositi campi di concentramento. Tutti i loro beni mobili ed immobili devono essere sottoposti ad immediato sequestro. Siano per intanto concentrati gli ebrei in campi di concentramento provinciali in attesa di essere riuniti in campo di concentramento speciali appositamente attrezzati". Nel carcere di Ravenna furono tradotti circa 35 ebrei che, il 25 gennaio del 1944, partirono per il carcere milanese di S. Vittore, ultima tappa prima della partenza per Auscwitz. Racconta un ferroviere ravennate: "La gestione della stazione di notte era curata direttamente dai tedeschi, senza ferrovieri italiani. Abitavo in un alloggio aziendale presso la stazione e in quella gelida notte intravidi, dalla finestra, una processione di donne cariche di fagotti ed incatenate tra loro che venivano spinte sui vagoni". Il 31 gennaio partirono per Auschwitz e nessuno i loro è più tornato. Dopo la guerra, sono rimaste pochissime tracce della comunità ebraiche della Romagna: forse una decina di famiglie e il cimitero di Lugo, che alla metà degli anni Ottanta subì una nuova devastazione. Famiglie antichissime si sono estinte e tanti sono stati deportati e gli uccisi, tra cui una signora di 84 anni deceduta in seguito allincarcerazione.
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